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Consigliere Aggiunto per l’Africa
Victor Emeka Okeadu
Paese di provenienza: Nigeria

Maureen Ilo: Perché la figura del consigliere aggiunto e quali sono le sue competenze?
Victor Emeka Okeadu: è un progetto dell’Unione Europea per l’integrazione delle comunità immigrate. Nella direttiva europea sono previsti 3 livelli: diritto di partecipazione, diritto di rappresentazione e diritto di voto. In Italia è stato adottato il secondo livello, ovvero non c’è diritto di voto. L’Europa spinge per l’adozione del diritto di voto. Ad oggi il nostro è un ruolo passivo; possiamo fare solo proposte in varie forme, sia individuali che collettive.

M. I.: Alle elezioni dei primi consiglieri aggiunti vi è stata una forte partecipazione dell’elettorato; quella successiva ha visto un calo nell’affluenza alle urne. Come spiega questo fenomeno?
V. E.O.: Credo soprattutto per una causa naturale: pioveva forte quel giorno!!!

M. I.: Pensa che la figura del consigliere aggiunto ed il suo ruolo sia ben compreso dalle comunità immigrate?

V. E.O.: il governo italiano ha fatto una buona campagna di informazione e noi, come consiglieri, abbiamo il compito di informare la gente dell’importanza di questa forma di partecipazione.

M. I.: Come consigliere aggiunto, avrà degli obiettivi specifici che cercherà di raggiungere durante il suo mandato? Quali sono?

V. E.O.: Ognuno di noi ha il diritto di partecipare alle varie commissioni; io ho scelto quelle del commercio, del bilancio e del patrimonio immobiliare. Il mio obiettivo principale è di riuscire a proporre una forma di mutuo con bassi interessi per l’acquisto di case e negozi da parte degli immigrati.

M. I.: A quale commissione partecipa?

V. E.O.: Le commissioni che ho scelto (commercio, bilancio e patrimonio immobiliare) sono tutte importanti per il raggiungimento del mio obiettivo.

M. I.: Molti pensano che la figura del consigliere aggiunto al comune di Roma e nei singoli municipi sia un traguardo importante verso una piena integrazione dei cittadini stranieri nella vita amministrativa e politica della città. Che ne pensa?

V. E.O.: Concordo. Ma c’è bisogno di maggior partecipazione e di maggior cooperazione: noi immigrati dobbiamo impegnarci di più per questa città che ci ospita e di cui vogliamo essere dei buoni cittadini. Ai diritti seguono necessariamente impegni ed obblighi.

M. I.: La nostra Facoltà di Scienze Sociali, è da tempo, attenta alla condizione dei migranti (forte della sua composizione internazionale). Si è occupata della condizione dello straniero nel sistema sanitario e di quello carcerario italiano. Quali temi ci chiederebbe di approfondire nel futuro prossimo?
V. E.O.: sarebbe interessante avere dei workshop su varie tematiche legate all’integrazione, soprattutto informative sui diritti e doveri degli immigrati. Sarebbe eccellente un dipartimento di studi sull’immigrazione (come esiste a Roma 3).

M. I.: Come valuta in linea di massima l’offerta accademica per gli immigrati?
V. E.O.: Per gli immigrati che si laureano ci sono poche opportunità di inserimento nel mercato del lavoro qualificato, a differenza di Stati Uniti e UK. E questo è uno dei grossi limiti all’integrazione.

M. I.: Alle comunità straniere presenti a Roma cosa direbbe?
V. E.O.: Cercate di conoscere meglio i vostri diritti ed i vostri doveri per essere dei buoni cittadini

M. I.: Grazie per la sua disponibilità, I migliori auguri per il suo impegno sociale.

Maureen Ilo