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Consigliere
Aggiunto per l’Asia/Oceania
Romulo Sabio Salvador
Paese di provenienza: Filippine
Maria Biscocho: Perché la figura del
Consigliere Aggiunto e quali sono le sue competenze?
Romulo Sabio Salvador: La figura del Consigliere Aggiunto nasce
da una delibera comunale, la delibera 190, che consente la
partecipazione della comunità straniera all’amministrazione locale. Il
consigliere aggiunto ha diritto di parola ma non ha il diritto di voto
durante le delibere. Ha diritto di partecipare alle tre commissioni come
qualsiasi altro consigliere e, in più, partecipa alla commissione
speciale sull’immigrazione. Abbiamo presentato una proposta di delibera
per poter inserire un rappresentante immigrato nel settore del difensore
civico e attendiamo dalle commissioni il parere su questa iniziativa.
M. B.: Alle elezioni dei primi consiglieri
aggiunti vi è stata una forte partecipazione dell’elettorato; quella
successiva ha visto un calo nell’affluenza alle urne. Come spiega questo
fenomeno?
R. S. S.: nell’ottica generale, è vero, c’è stato un calo della
partecipazione. E’ segno che dobbiamo stare attenti e coinvolgere di più
le comunità straniere alla partecipazione al voto amministrativo, poiché
questo è un passo importante verso la completa integrazione di noi
immigrati. E’ attraverso i consiglieri che vengono eletti che possiamo
far sentire la nostra voce.
M. B.: Pensa che la figura del consigliere
aggiunto ed il suo ruolo sia ben compreso dalle comunità immigrate?
R. S. S.: Io credo di si e lo noto dalle chiamate che continuo a
ricevere da parte dei miei connazionali che mi chiamano non solo per
chiedere aiuto o consiglio ma anche per fare proposte o esprimere nuove
idee. Non a caso la comunità che ha partecipato di più, in quest’ultima
elezione dei consiglieri comunali, è stata quella filippina.
M. B.: Come consigliere aggiunto, avrà
degli obiettivi specifici che cercherà di raggiungere durante il suo
mandato? Quali sono?
R. S. S.: Certamente. Insieme agli altri 4 consiglieri aggiunti,
stiamo preparando, su richiesta del sindaco, un piano circa le nostre
iniziative e proposte.
Personalmente ho parlato del diritto di voto amministrativo, essendo
questa una cosa che mi è sempre stata a cuore; della partecipazione
della comunità immigrata al mondo commerciale, artigianale,
imprenditoriale, dando loro una maggiore voce e rappresentanza affinché,
in futuro magari, possano formare una federazione con un rappresentante
che abbia voce nell’ambito, per esempio, della Confindustria o
Confcommercio. C’è anche un progetto per rafforzare la figura del
mediatore culturale presso tutte le sedi URP dei municipi, e presso gli
uffici dei servizi pubblici, in modo da non far più sentire il cittadino
immigrato straniero ogni volta che si avvicina a un qualsiasi sportello.
Inoltre abbiamo presentato una proposta per la formazione di
cooperative, per costruire case a basso costo per gli immigrati che sono
qui a Roma. Queste sono soltanto una parte dei progetti che vogliamo
portare avanti.
Al momento credo però che la cosa che dobbiamo fare è parlare, dialogare
con i vari settori della politica per poter incidere e realizzare alcuni
di questi propositi.
M. B.: A quale commissione partecipa?
R. S. S.: Quella dei lavori pubblici, ambiente e scuola. Lavori
pubblici perché è uno dei pilastri dell’amministrazione pubblica;
l’ambiente perché sono anni che collaboro con l’AMA e voglio seguire
l’argomento della pulizia e del decoro urbano e, infine, la scuola
perché credo sia la vera battaglia per l’integrazione della seconda
generazione e anche perché sono Presidente della Filippino Migrant
Workers, un’organizzazione che gestisce un centro diurno e che mira al
benessere dei bambini e dei giovani figli di immigrati della comunità
filippina.
M. B.: Molti pensano che la figura del
consigliere aggiunto al comune di Roma e nei singoli municipi sia un
traguardo importante verso una piena integrazione dei cittadini
stranieri nella vita amministrativa e politica della città. Che ne pensa?
R. S. S.: penso sia un buon traguardo in termine di integrazione,
tuttavia credo che un immigrato, per avere un’integrazione completa,
deve anche poter essere integrato politicamente.
M. B.: La nostra Facoltà di Scienze Sociali,
è da tempo, attenta alla condizione dei migranti (forte della sua
composizione internazionale). Si è occupata della condizione dello
straniero nel sistema sanitario e di quello carcerario italiano. Quali
temi ci chiederebbe di approfondire nel futuro prossimo?
R. S. S.: Secondo me è importante dare più valore e visibilità
alle problematiche delle seconde generazioni, figli di immigrati, alla
microcriminalità legata anche a certe comunità straniere, questo per via
del loro stato di clandestinità in cui spesso si trovano. Cercare di
capire quali sono i fattori e le motivazioni che portano un immigrato a
compiere questi atti. Potrebbe essere un buon contributo
all’integrazione, la promozione di seminari in cui partecipino anche
leader delle comunità straniere.
M. B.: Come valuta in linea di massima
l’offerta accademica per gli immigrati?
R. S. S.: mi sembra, devo dire, che ci sia forse po’ di
leggerezza nell’insegnamento.
M. B.: Alle comunità straniere presenti a
Roma cosa direbbe?
R. S. S.: A tutti vorrei dire di imparare la lingua, aprirsi di
più alla cultura italiana poiché credo sia necessario potersi integrare
pienamente. Sono del parere che ci si rende più ricchi quando lasciamo
che altre culture si integrino con le nostre.
M. B.: La ringrazio per la disponibilità e
le formulo i migliori auguri per i suoi progetti futuri a beneficio del
suo impegno sociale.
Maria Biscocho
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