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Helen Alford, Francesco Compagnoni,
Pietro Clemente, Vincenzo Padiglione,
Alessandro Portelli,

presentano



Etnografia della memoria

 

Mercoledì 1 aprile 2009, ore 16


Storie e testimonianze del secondo conflitto
mondiale nei monti Aurunci” Ed. Kappa, 2008,
di Antonio Riccio

AULA DELLA SAPIENZA
PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO-ANGELICUM,
LARGO ANGELICUM, ROMA

 

Violenze di genere nei Monti Aurunci, sessantacinque anni dopo (1944-2009)


Il testo riflette sulla memoria contemporanea del “martirologio aurunco”: ovvero le violenze di massa compiute nella seconda guerra mondiale dalle truppe marocchine del Corpo di spedizione francese sulle popolazioni civili locali, in particolare le donne, com’è ricordato emblematicamente nel romanzo “La Ciociara” di Alberto Moravia e nell’omonimo film di De Sica. Il dramma degli stupri di guerra (a lungo nascosto e censurato) è rievocato nelle storie e testimonianze raccolte dagli anziani sopravvissuti, senza tuttavia esaurire la più ampia memoria della guerra, che si declina tra stupore e vissuti apocalittici, esperienze di sradicamento e di perdita senza lutto; persino di eclissi del sacro. E tuttavia, in questo contesto drammatico emergono inedite poetiche della testimonianza che sottraggono questo genere narrativo ( le così dette “storie di guerra”) da facili stereotipi e banalizzazioni mostrandone la ricchezza, anche espressiva, che peraltro è stata rappresentata pubblicamente in due Reading della memoria ( “Storie come Pietre”, 2008, 2009) interpretati da sensibili artisti locali come creativa rielaborazione del sentimento di appartenenza, per il tramite dell’etnografia. Il testo, nel far conoscere la ricchezza di questa letteratura orale del ricordo (a lungo nascosta, come una colpa) vuole diffonderla e darle riconoscimento e valore per promuovere un’etica del superamento versus un’etica del risentimento.

  • Pietro Clemente, ordinario di antropologia culturale all’Università di Firenze, ha studiato l’oralità nella cultura popolare e le rappresentazioni museografiche (Museografia e comunicazione di massa, Graffiti di museografia antropologica italiana, Il terzo principio della museografia: antropologia, contadini, musei). E’ Presidente della Simbdea, l’associazione che raccoglie museografi ed operatori museali nel campo dei beni demoetnoantropologici. Ha curato, con Fabio Dei, “Poetiche e politiche del ricordo” (Carocci, 2005), sulle memoria delle stragi nazifasciste in Toscana.

  • Francesco Compagnoni, O.P. professore ordinario di teologia morale presso la Pontificia Università S. Tommaso di Roma. Si occupa di bioetica, in modo particolare dei suoi aspetti di etica pubblica. Membro del Comitato Etico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Ha pubblicato nell'ambito dei diritti umani e continua ad interessarsi alla loro affermazione e difesa. Tra le pubblicazioni più recenti, Preaching and Justice, (con Helen Alford), 2007; e “Fondare la responsabilità sociale d’impresa”, Città Nuova, 2009.

  • Vincenzo Padiglione è professore associato alla Sapienza, Università di Roma. Insegna antropologia culturale, museale ed etnografia della comunicazione. E’ direttore della rivista “Antropologia Museale”. Ha progettato e realizzato l’Etnomuseo Monti Lepini di Roccagorga, il museo del brigantaggio di Iri e di cellere. Tra le numerose ricerche e pubblicazioni “Storie contese e ragioni culturali”, 2006, riflette sui temi di una museografia della memoria e della violenza.

  • Alessandro Portelli, ordinario di letteratura americana presso la Sapienza, Università di Roma, ha introdotto in Italia la ricerca sulle fonti orali mostrandone l’autonomo statuto conoscitivo ed interpretativo; si interessa di memoria cittadina e museografia della memoria. È autore di pubblicazioni dedicate ai problemi della memoria storica, tra le quali “L'ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria”, Donzelli, Roma 1999.

  • Antonio Riccio, etnoantropologo, è docente a contratto di antropologia culturale presso La Pontificia Università San Tommaso d’Aquino e presso la Sapienza, Università di Roma. Dirige il Museo della Pietra di Ausonia (FR). Svolge attività di ricerca e documentazione sul territorio, in Alto e Basso Lazio, occupandosi in particolare, di etnografia museale, religiosa e della memoria (Preghiere e Grazie, 2005, con V. Padiglione; Identità e territorio,2007, Etnografia della memoria, 2008)
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