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Utz, Etica Politica.


Il volume è il quinto ed ultimo dell'opera Etica Sociale, scritta e pubblicata nel giro di ben quarant'anni, in parallelo a numerose altre pubblicazioni più settoriali Nel 1958 apparve il primo volume I principi della dottrina sociale, nel 1963 La filosofia del diritto, nel 1986 L'ordinamento sociale, nel 1994 Etica economica e nel 2000 Etica politica.

L'opera è stata scritta originariamente in tedesco, ma gli ultimi due volumi sono stati tradotti in italiano dalla San Paolo nel 1999 e nel 2008. Mentre i primi due sono tradotti in francese, in spagnolo sono stati tradotti i primi tre volumi.

La struttura filosofica fondamentale del pensiero sociale di Utz è data dalla dottrina di Tommaso d'Aquino, combinata con la dottrina sociale della chiesa e con il costante ascolto e dialogo con le dottrine sociali del suo tempo.

Ritenendo la riflessione economica, politica e sociale la base di ogni riflessione suol bene comune, Utz si è appassionato nel confrontare le proprie posizioni teoretiche con quelle degli Autori maggiori del suo tempo, che è stato tutta la seconda metà del XX secolo. Per questo già nel primo capitolo troviamo numerose pagine dedicate al confronto con la teologia politica di Carl Schmitt, che resta l'autore più citato nel presente studio, dopo Tommaso d'Aquino ma prima di Aristotele. Mentre per Schmitt la politica è la determinazione del nemico, per Utz essa è il perseguimento del bene comune.

Utz, che quando stendeva la versione definitiva di quest'opera aveva già novant'anni, riporta poche citazioni esplicite. Bisogna intravvedere nelle sue affermazioni quali sono gli autori con i quali sta dialogando. D'altronde quest'opera della sua operosa vecchiaia non poteva che essere un'opera sapienziale: vi si esprime una visione dell'intera materia che solo i vecchi e saggi maestri raggiungono.

C'è una vecchia storiella sui docenti universitari: durante le loro lezioni, da giovani parlano di tutto (anche di quello che non conoscono), da uomini maturi dicono tutto quello che sanno, mentre da vecchi dicono solo le cose essenziali, che sono utili all'allievo-uditore per capire la materia. Ci sembra che quest'ultima tipologia si applichi bene all'opera che stiamo presentando.