Home Su Commenti Sommario Ricerca    

Home
Su

Consigliere Aggiunto per l’Europa dell’Est
Tetyana Kuzyk
Paese di provenienza: Ucraina


Tetyana Kuzyk rappresenta come Consigliere Aggiunto, l’Europa dell’Est. Vive a Roma da sei anni; ha 35 anni, è la sola donna ad essere stata eletta. Traduttrice, ex caporedattrice di un giornale per gli ucraini, responsabile di un'agenzia di servizi e consulenza sull'immigrazione, presidente dell'associazione delle donne ucraine in Italia,

Olha Zhyvytsya: Quali obiettivi cercherà di raggiungere durante il Suo incarico di Consigliere Aggiunto?

Tetyana Kuzyk: Sicuramente il mio impegno primario sarà diretto verso una maggiore difesa dei diritti di colf e assistenti familiari. Si tratta di persone, nella grande maggioranza donne, costrette a turni di lavoro massacranti, spesso senza la possibilità di uscire di casa durante il giorno. Il tutto nell'assenza di controlli e ispezioni. Altro progetto è quello di un network di doposcuola per gli adolescenti stranieri, da attivare nei Municipi. É una sorta di doposcuola pomeridiano, da estendere anche nel week-end, con insegnanti di varie nazionalità, dove i ragazzi potrebbero apprendere la loro lingua d'origine, essere aiutati a fare i compiti e avere, se necessario, assistenza psicologica.

O. Z.: Come pensa di realizzare questi obbiettivi se, in base allo Statuto del Comune, avete funzioni solo consultive anche se potete proporre delibere, ordini del giorno e mozioni?

T. K.: Anche con funzioni consultive esistono possibilità di realizzare i nostri obiettivi come i progetti misti che punterebbero nello specifico alle necessità sia italiane che straniere. Per esempio, il progetto di costruire una casa per degli stranieri può anche includere gli italiani disagiati, disabili, oppure le ragazze madri che il Comune cerca di aiutare. Noi, come consiglieri nel Consiglio Comunale, partecipiamo a tutti i progetti della città lavorando nelle commissioni dove possiamo difendere i diritti degli stranieri o contribuire a creare possibilità di maggiore inserimento per loro.

O. Z.: A quali Commissioni ha scelto di partecipare? Come tali commissioni La aiutano nel portare avanti i Suoi obiettivi?

T. K.: Commissione del commercio e artigianato. Sono stata incaricata di un progetto che tende a creare delle possibilità per le donne immigrate di fondare delle imprese piccole e medie nella periferia di Roma. Il progetto verrà realizzato insieme con l’associazione italiana delle donne Assolei, il sindacato per lavoratori stranieri “SILSE”, il periodico FORUM e CONFIMPRESA, che svolgerà il ruolo di garante per delle banche nel dare il credito per le donne.
Nella Commissione delle politiche sociali i progetti sono diretti alla creazione dei centri di accoglienza per degli immigrati e dei minorenni orfani. Da una ricerca svolta insieme con la polizia, sappiamo che ci sono tante ragazze minorenni a Roma provenienti dal continente europeo e dagli altri continenti che si prostituiscono e un centro di accoglienza le aiuterebbe a regolare il loro statuto legale e ne agevolerebbe l’inserimento nella società, avviandole ad un mestiere e aiutandole a trovare lavoro. Altra tipologia di centro di accoglienza riguarderebbe i nuovi immigrati che arrivano legalmente con lo scopo di ricongiungimento famigliare o per matrimonio. Il centro li aiuterebbe con la lingua italiana, con la legge e il lavoro, in tutto il supporto necessario.
La Commissione della cultura intende poi sviluppare un progetto di gemellaggio che punta all’aiuto alla città-gemella, per esempio Kiev, nel restauro delle scuole, chiese. Altro progetto è la creazione di laboratori artistici a Roma per la formazione degli artisti ucraini nella cultura italiana.
L’ultima Commissione è la commissione delle elette. Abbiamo pianificato un progetto di informazione per le donne immigrate sui propri diritti in caso di abuso sessuale da parte dei datori di lavoro, spiegando come denunciare e aiutando a trovare un nuovo lavoro.

O. Z.: La nostra Facoltà di Scienze Sociali, è da tempo, attenta alla condizione dei migranti (forte della sua composizione internazionale). Si è occupata della condizione dello straniero nel sistema sanitario e di quello carcerario italiano. Quali temi ci chiederebbe di approfondire nel futuro prossimo?

T. K.: mi stanno particolarmente a cuore i diritti delle donne e la possibilità di potere, attraverso questo mandato, renderne maggiore tutela.
Potrebbe essere un buon contributo all’integrazione delle comunità straniere, la promozione di tavoli di lavoro che affrontino queste tematiche per arrivare a ottenere un migliore inserimento, anche nel conteso sociale che ci ospita.
Aumentare l’informazione e la formazione nella ricerca di un miglioramento della qualità di vita degli stranieri.

O. Z.: La ringrazio per la gentile disponibilità e le auguro ogni bene per il raggiungimento dei programmi nel suo impegno sociale.
 

Olha Zhyvytsya